Leonardo Bocci (attore)
Roma 11.4.2025
Intervista
di Gianfranco Gramola
“La romanità è una grandissima opportunità,
perché il cinema viene fatto a Roma, quasi tutti i film spesso hanno attori
romani e il romanesco viene usato molto spesso nei film. La romanità e nascere
a Roma, se vuoi fare l’attore, ti dà un’opportunità, un qualcosa in più”
Leonardo Bocci è nato a Roma il 30 Aprile
1990. Dopo aver frequentato numerosi laboratori e seminari di recitazione inizia
la sua carriera di attore. Nel 2019 lo vediamo nel ruolo di Smilzo nel Film per
la Tv Din Don - Una parrocchia in due diretto da Claudio Norza ed aventi
protagonisti Enzo Salvi e Maurizio Battista. Nel 2021 Ciro De Caro lo sceglie
per interpretare il ruolo di Alberto nel suo film Giulia. Ancora nel 2021 torna
a vestire il ruolo di Smilzo nel Film per la Tv Din Don - Il ritorno stavolta
per la regia di Pietro Geremei. Nel 2022 sempre con la regia di Pietro Geremei
compare per la terza volta nel ruolo di Smilzo nel Film per la Tv Din Don - Un
paese in due sequel dei precedenti. Nel 2023 Svevo Moltrasio lo sceglie per
interpretare il ruolo di Leonardo nel suo film Gli ospiti. Deve la sua popolarità
al gruppo Gli Actual, fondato insieme a Lorenzo Tiberia, nel quale producevano
dei videoclip divertenti con allo sfondo le differenze tra Roma Nord e Roma Sud
i quali hanno riscosso un grande successo.
Intervista
Sei in teatro con uno spettacolo. Mi
racconti di cosa parla e il tuo personaggio?
Io sono il 24 aprile al teatro de’ Servi
con “Derealizzato”, uno spettacolo con la regia di Danila Stalteri, che
parte da una situazione che ho vissuto a 23 anni e da là racconto tutto quello
che è stato il percorso, ma va a finire che racconto i miei giorni felici.
Quindi diciamo che è un racconto dove parlo del fatto che noi pensiamo sempre
ai giorni tristi e non a quelli felici e da lì ci sono dei monologhi divertenti
ma anche riflessivi che parlano di quando cresci, con le ansie, le paure, ecc…
Ci sarà anche modo di interagire con il pubblico e sarà uno spettacolo
divertente.
Dopo Roma sarai in tournée?
Ne faccio un altro il 30 aprile a Milano. Poi
riprenderò un podcast a Testaccio Estate che si chiama “C’ho l’ansia”,
dove ogni settimana avrò un ospite diverso e dove intervisterò su come
sdrammatizzare e affrontare l’ansia e poi il 21aprile farò un progetto per il
comune di Roma per il Natale di Roma.
Mi racconti com’è nata la passione per
la recitazione? Hai artisti in famiglia?
Mio padre faceva piano bar e cantava, era un
artista rinomato. Fino a quando ero piccolo volevo fare il cantante o
l’attore, poi ho iniziato a studiare recitazione a 14 anni e da lì è nata la
passione. Tante porte in faccia, tanti provini per accademie che non andavano
bene, poi diciamo che il web mi ha permesso di far vedere quello che so fare e
mi ha dato questa possibilità, quindi è stato il mio trampolino e adesso sto
facendo quello che volevo fare all’inizio,
quindi teatro, spettacoli e tante altre cose.

I tuoi genitori ti hanno incoraggiato o
avevano in mente un futuro diverso per te?
Assolutamente si, loro mi hanno sempre
incoraggiato, mi hanno sempre appoggiato in questa mia scelta, infatti questa
per me è una cosa molto importante. Avere due genitori che ti sostengono sempre
è stato molto incoraggiante e su questo aspetto ho avuto una strada molto
facilitata.
Con quali artisti di riferimento sei
cresciuto?
I miei miti sono da sempre Carlo Verdone,
Alberto Sordi, Gigi Proietti, i miei tre miti da cui mi sono sempre ispirato.
Speriamo con un po’ di risultati perché ovviamente raggiungere i loro
livelli, è impensabile. Però loro tre sono quelli che mi hanno fatto ridere
fin da piccolo, che mi hanno trasmesso la voglia e il desiderio di fare questo
lavoro.
Enzo Salvi un amico o un collega?
Enzo Salvi un grande amico, un grandissimo
attore ma soprattutto una grandissima persona con cui ho avuto l’onore e il
piacere di lavorare assieme in tre film e lui è una persona squisita, una
persona più seria di come fa sembrare nei suoi personaggi, una persona
sensibile e molto di cuore. Per me è stato un onore e un piacere averlo
conosciuto.
Quali sono le tue ambizioni?
Le mie ambizioni sono quella di continuare a
lavorare con i social, perché i social mi danno la possibilità di poter dire
la mia quando voglio. Poi magari fare ogni anno uno spettacolo mio potrebbe
essere bello, oppure anche altre commedie coralmente. Io quest’anno ho fatto
anche “Compagni di scuola” con Carlo Verdone che abbiamo portato a teatro ed
è stato molto bello. Poi cerco sempre la possibilità di fare un film per il
cinema o qualcosa per fare vedere altre cose. Diciamo che la vita per come sta
andando adesso mi va bene. Ovviamente non si smette mai di imparare, la strada
è ancora lunghissima ma in questo momento è una gran bella avventura.

Rivedi i tuoi lavori? Sei autocritico?
Sono molto autocritico, però lo faccio
sempre per crescere, quindi non lo faccio per buttarmi giù ma per vedere se
quella cosa potevo farla in un’altra maniera e nel progetto successivo cerco
di migliore queste cose.
Com’è nata l’idea dei tuoi video
divertenti sul web?
Come ti dicevo prima io volevo fare
l’attore, poi per un periodo mi sono messo a fare il giornalista perché non
ci speravo più di fare l’attore. Da lì ho conosciuto un amico nella scuola
di recitazione e abbiamo deciso di fare insieme dei video sulla squadra della
Roma e abbiamo avuto un po’ di successo e dopo quello abbiamo fatto altri
video non solo sulla Roma ma sull’attualità e poi sugli stereotipi di Roma,
cioè sulle differenze di Roma nord e Roma sud e anche queste sono andate molto
bene. Dopo la pandemia ci siamo sciolti e ho continuato da solo questo percorso
che sta andando molto bene.
Oltre al lavoro curi della passioni nella
vita?
Io sono uno che spesso mette le mani in pasta
ovunque. Per esempio tempo fa ho aperto anche un’agenzia di comunicazione, però
mi sono reso conto che è un progetto in questo momento troppo grande da fare.
Una mia passione è il canto, inoltre ho il fidato amico Jerry, il mio labrador,
con cui passo tutte le mie giornate. Ho una grande passione per i cani e poi
ovviamente per il buon cibo, quella passione non deve mai mancare e spesso mi
cimento in cucina a sperimentare un po’ di piatti, oltre quelli classici.
Il tuo piatto forte qual è?
Il mio piatto forte è un piatto molto
semplice che si chiama aglio e olio. Quello mi viene perfetto, magari con
qualche rivisitazione tipo aglio, olio e battuta di gamberi.
Tu sei romano. Com’è il rapporto con la
tua città?
Il mio rapporto con Roma è un rapporto di
amore e odio, nel senso che a volte mi sveglio che la amo e a volte mi sveglio
che la odio. Però nelle giornate come oggi, con questo sole, secondo me nessuna
città ha un’atmosfera così e dei colori così. E’ molto bella. Poi
ovviamente deve migliorare su alcuni aspetti ma devo dire che ultimamente il
sindaco Gualtieri sta lavorando molto bene, rispetto
ai precedenti sindaci. Con Roma c’è un rapporto dove c’è più amore
che odio, però vorrei cambiare città per poter ritornare e vedere che effetto
mi fa. A volte quando ci stai sempre in una città, magari ci sei abituato e non
la vivi come quando ci ritorni dopo un po’ che non ci vivi.

In quali zone hai vissuto?
Io sono nato a san Giovanni, all’Alberone e
poi a 10 anni mi sono trasferito a Montagnola e adesso sto a Roma sud, dove
stanno anche i miei genitori.
La romanità è un’opportunità o uno
svantaggio per un attore?
La romanità è una grandissima opportunità,
perché il cinema viene fatto a Roma, quasi tutti i film spesso hanno attori
romani e il romanesco viene usato spesso nei film. La romanità e nascere a
Roma, se vuoi fare l’attore, ti dà un’opportunità, un qualcosa in più.
Nei momenti liberi, in quale angolo di
Roma ami rifugiarti?
A me piace molto Trastevere e il mio sogno è
di vivere in quel quartiere, anche se è molto caotico ma quando vado lì
respiro l’aria della vecchia Roma, la vera romanità.
Un paio di consigli al sindaco di Roma?
Come dicevo prima, attualmente sta lavorando
bene e quindi il mio consiglio è di continuare così, di non fermarsi, di
cercare il più possibile di creare nuovi eventi per la città. Secondo me gli
eventi portano le persone, portano più visibilità, portano più soldi per
potere poi rimettere a posto tutta quanta la città.