Luca Sardella (conduttore e agronomo) San
Severo (Foggia) 29.9.2026
Intervista di Gianfranco
Gramola
“Pionieri della divulgazione ecologica, curiosi e
appassionati di raccontare la terra nella sua bellezza, dal 29 settembre su
RaiPlay e dal 1 novembre alle 14 su Rai2, tornano Luca e Daniela Sardella con la
terza stagione di Green Lovers e ripartono alla scoperta di un’Italia in cui
natura, ricerca, memoria e innovazione indicano nuove strade per il futuro”
Luca Sardella, all’anagrafe Biagio, è nato a
San Severo (Foggia) il 19 febbraio 1948. Come esperto di agronomia, entra nel
mondo della televisione e arriva a condurre uno spazio sul verde nella
trasmissione Mattina 2 nelle stagioni 1990/1991, 1991/1992 e 1992/1993.
Visto il successo, nell'estate del 1991 e nella stagione 1991/1992, è alla guida
della rubrica Una pianta al giorno, in onda su Rai 2, prima al pomeriggio
e in seguito al mattino. Dal gennaio 1992 la trasmissione viene trasmessa dal
circuito Cinquestelle con un doppio appuntamento quotidiano alle 13.30 e alle
18.30. Dall'estate del 1992 e per tutta la stagione 1992/1993 sempre su Rai 2
conduce con Janira Majello la rubrica Verdissimo. Nella stagione
1993/1994 si occupa di natura all'interno della trasmissione di Rai 2 Detto
tra noi-mattina, seguono Verde mattina su Rai 1 e Raisat e, dal 1998
al 2001, La vecchia fattoria. Negli anni novanta è assurto agli onori
delle cronache per aver accusato di plagio i Take That e Mina. Nel 1996 ha
pubblicato un doppio CD intitolato Emozioni nel quale interpreta settanta
successi italiani. Pubblica diversi singoli (tra cui l'inno dell'UDC) e un album
nel 2007 intitolato Tu sei (da cui ha estratto l'omonimo singolo,
scartato da Sanremo, trasmesso nella trasmissione radiofonica Viva Radio Due).
Nello stesso anno conduce la trasmissione Sole, Sardella... e fantasia
per il canale regionale 8 Video Calabria con sede a Crotone. Dal 20 marzo 2008
torna a lavorare in RAI, conducendo Garden su Rai 2 ogni giovedì mattina
alle 9.15, programma del quale canta anche le sigle. Sempre nel corso degli anni
2000 Luca Sardella compare in TV a Mattina in famiglia e poi a I fatti
vostri dove presenta una rubrica di giardinaggio e botanica. Dal 30
settembre 2012 al 2 giugno 2013 conduce su Rai 1 Linea verde - Orizzonti
insieme a Chiara Giallonardo. Dal 2015 tiene nel programma di Canale 5
Striscia la notizia la rubrica Speranza verde e conduce su LA7 il
programma Il pollice verde sono io. Dal 17 settembre 2016 al 13 luglio
2019, poi, debutta sulle reti Mediaset con il programma Parola di Pollice
Verde condotto e scritto insieme alla figlia Daniela su Rete 4. Dal 2019 al
2022 ha condotto e scritto Sempre Verde, sempre insieme alla figlia. Dal
2024 è autore e conduttore insieme alla figlia, del programma televisivo Green
Lovers in onda su Raiplay e Rai2. Ha pubblicato diversi libri di ricette e
consigli per vivere in armonia con la natura.
Intervista
Il tuo programma
Green Lovers è arrivato alla terza stagione. Mi racconti
dove ci porterai e quale novità ci racconterai?
Io sono uno che non ripete mai quello che ha fatto
prima, ma più o meno è quella la soglia del verde del green, del pianeta, però
ci mettiamo sempre una marcia in più. Adesso è il momento della transizione
ecologica, tecnologica e chi la può fare? Solo i giovani. Noi abbiamo tirato il
carretto nei momenti migliori, o meglio più che tirato l’abbiamo lasciato andare
in discesa e adesso ci sono i giovani che devono affrontare la salita. Sono loro
che sono forti, sono volenterosi e quindi possono trainare e trascinare un po’
verso il meglio il pianeta perché le cose sono quelle che conosciamo, cioè i
ghiacciai che si sciolgono e la situazione è quella che è. Quest’anno lo
dedichiamo proprio ai giovanissimi studiosi e scienziati e in più abbiamo
allargato lo sguardo su quello che succede intorno a noi, perché tanti pensano
che la terra sia piatta, che non finisca mai che vista dallo spazio sia una
palletta che fluttua di qua e di là, però appartiene ad un sistema che si chiama
solare e come se il sole fosse la mamma di tutti i pianeti. Quest’anno parleremo
anche della coltivazione di grano e di patate sulla luna che avverrà nel 2027,
quindi gli astronauti andranno a vedere ed esplorare altri territori di altri
pianeti, perché la terra sta diventando sempre più piccola a livello di
coltivazione e sta aumentando la popolazione, quindi più case, più strade e
rimpicciolisce tutto. Noi per Green Lovers abbiamo intervistato scienziati come
Massironi, l’astronauta Samantha Cristoforetti, donna che è andata due volte
nello spazio, faremo vedere in Italia dove fanno le prove questi astronauti,
perché abbiamo territori simili a Marte e alla Luna, quindi abbiamo allargato
questo spazio guardando oltre la Terra. La Terra conosciamo la parte sopra, la
superfice, però non sappiamo cosa c’è sotto di noi. Molte cose sono storiche
perché abbiamo canali, cunicoli, grotte e mia figlia Daniela è andata a vedere
cose straordinarie, quello che la storia ci lascia per raccontare un po’ anche
della storia del nostro pianeta. Insomma abbiamo fatto una cosa nuova e di
diverso.
Nella trasmissione hai coinvolto anche tua figlia
Daniela. Com’è nata l’idea la vostra collaborazione?
Daniela è un avvocato, anche penalista e si interessa
come avvocato di diritto ambientale, di misfatti e di tutto ciò che succede a
livello dei territori italiani e da lì giustamente lei mi ha detto che le
piacerebbe lavorare con me e abbiamo iniziato la collaborazione. Green Lovers
domenica è stato il programma più visto su Rai 2 e stiamo anche su RaiPlay da
oggi. Daniela è giovanissima, io sono il papà e in questo contrasto io mi
rivolgo ai giovanissimi come uomo di esperienza e lei come avvocato con le leggi
e regole che sono importanti nel cammino del nostro lavoro.
Tua figlia ha ereditato da te la passione per la
natura. Che voto gli dai come botanica e quali sono le qualità che apprezzi di
lei?
Daniela nasce in casa di uno che seminava e innestava
e lei era sempre con me e imparava. Lei fa delle cose non dico miracolose, ma
addirittura ha fatto nascere il mango da una pianta sul terrazzo. Il mango
arriva dal centro America e forse in Sicilia e nel Salento hanno iniziato a
coltivare il mango. Il mango ha bisogno di un innesto speciale e mai avrei
immaginato che mia figlia avrebbe prodotto un mango da un frutto, con un seme,
poi l’ha innestato e un giorno mi ha chiamato e mi ha fatto vedere una pianta
sul nostro terrazzo, con quattro frutti enormi che raccolti avevano un altro
profumo. All’estero questi frutti esotici prima di arrivare da noi subiscono
trattamenti con pesticidi e veleni. Io consiglio a chi ha un po’ di spazio di
coltivare delle cose buone e naturali.

Io vivo in Trentino e ho un frutteto enorme con un
orto molto grande dove pianto di tutto.
Io adoro il Trentino Alto Adige proprio perché c’è una
cura e un amore particolare per le montagne, per i suoi boschi, per le sue
vallate sempre ben curate. La cosa strana è che io sto al sud dove c’è il caldo
e c’è tanta natura, però è un po’ trascurata, invece in Trentino Alto Adige zone
dal clima un po’ freddo, nei tempi passati e ancora oggi trovi i migliori
gerani, si coltiva molto il verde e l’erba dei prati è sempre ben tagliata e
vedi che c’è l’amore per il verde.
Com’è nata la tua passione per la natura, per la
botanica?
Io da bambino ho sempre avuto questa passione, poi con
gli studi sono diventato agronomo. Quando ho iniziato come cantautore incontrai
Pippo Baudo che aveva delle formiche in casa sua in campagna, che non era capace
di distruggere e io riuscii a debellare l’attacco delle formiche con prodotti
naturali e Pippo mi disse: “Ti faccio da padrino, però tu non devi lasciare mai
la botanica perché nel tempo in Tv avrà buoni ascolti. Tu devi continuare su
questa strada”. Lui era uno che prevedeva tante cose, è stato un genio. Oggi il
mondo ha bisogno di tanto verde e noi in Italia abbiamo circa duecento piante a
testa che non sono niente, perché secondo le statistiche, sono la metà di quelle
che hanno in altre parti del mondo. Abbiamo 12 miliardi di alberi, sembrano
tanti invece sono pochi, soprattutto nelle città. Noi nel nostro programma
girando nelle varie regioni, regaliamo delle pallette di semi di fiori che diamo
ai ragazzi dicendo: “Quando trovate un campo incolto, buttatele nel campo e con
l’acqua germoglieranno, poi nasceranno dei fiorellini, verranno le api e così
rinverdiamo il pianeta”. Il verde serve soprattutto nelle città e dove c’è
troppo cemento, altrimenti la temperatura aumenterà sempre di più nelle città.
Il tuo quarto libro “Una pianta per amica” sta andando
molto bene. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso il libro?
Il libro l’abbiamo scritto io e Daniela, ha avuto un
buon riscontro ed è piaciuto molto, il messaggio è che la pianta è un’amica
importante dell’uomo, è l’amica che ti fa vivere meglio, ti toglie lo stress, ti
aiuta nei momenti peggiori, tu la guardi, l’accarezzi e ti trasmette amore. Oggi
negli ospedali dove ci sono piante, i degenti guariscono molto prima dei degenti
che vivono in ospedali che affacciano sui palazzi e sul cemento. I bambini che
nascono e crescono dove c’è il verde sono meno violenti, meno cattivi, sono
anche più intelligenti e hanno un rapporto d’amore e di affetto con la gente,
con la natura. Quindi la pianta ti cambia tipo di vita.

Qual è il ruolo del botanico di fronte alle sfide del
cambiamento climatico?
E’ quello che faccio io e
dobbiamo essere tutti uniti e creare una grande tribù, perché noi siamo una
tribù perdente, perché noi crediamo di essere prepotenti a trivellare, a
estrarre petrolio, a disboscare foreste. Se la natura si arrabbia, come sta
facendo con gli uragani, l’uomo ha solo l’intelligenza grande della natura, noi
siamo parte integrante della natura. Perché sono molto importanti gli alberi e i
batteri? Noi sulla terra siamo 8 miliardi e mezzo, ma i batteri sono 20 mila
miliardi e quindi noi siamo niente di fronte a quello che è la natura. L’uomo è
piccolo e bisogna capire che la natura va rispettata perché noi apparteniamo
alla natura. E’ come se io appartengo alla mia famiglia e incendio casa, butto
le sigarette dentro casa e allora vuol dire che tu non vuoi bene a te stesso e a
chi vive con te. Noi apparteniamo alla natura e l’uomo deve capire che abbiamo
avuto in comodato d’uso la terra, non siamo i proprietari, noi siamo gli
affittuari e quindi noi dobbiamo prendere quello che offre la terra, senza che
sia sfruttata, altrimenti consegneremo ai nostri figli e ai nostri nipoti un
pianeta distrutto.
Veleni e pesticidi il
contadino deve usarli perché il consumatore vuole la frutta perfetta.
Il consumatore però deve
sapere che, secondo una statistica, due o tre chili di antiparassitari ce li
mangiamo con la frutta e con la verdura. Sono molti i morti, anche in Europa. Se
fai le analisi del capello in ognuno di noi troviamo questi anticrittogamici. Io
direi, come diceva l’omo sapiens, che noi dobbiamo piantare la pianta e
raccogliere quello che la pianta da e il consumatore non deve abituarsi a
comperare la mela bella come se dovesse fare Miss Mela. Quindi la vecchia mela
piccola è un’altra storia, con il suo sapore e il suo profumo e se c’è anche una
macchiettina non fa niente, però mangi sano.
Come guardi al futuro con
preoccupazione o serenità?
Io lo guardo con molta
preoccupazione perché i ghiacciai si stanno sciogliendo, quindi la biodiversità
mancherà e quando si scioglieranno tutti i mari si alzeranno, le terre più
vicine ai mari e verranno sommerse, l’acqua salata entrerà nei fiumi e le
temperature si alzeranno. E’ vero che la terra è in evoluzione e quindi ci sono
dei cambiamenti, però anche l’uomo fa la sua parte e ha delle grandi
responsabilità.