Marta Mazzi (attrice e cantante)
Roma 11.4.2025
Intervista di Gianfranco
Gramola
“Le mie ambizioni sono quelle di fare un
bel film. Roma? Faccio sempre un paragone con New York, perché sono entrambe
delle jungle, solo che New York è una jungla organizzata, mentre Roma è una
jungla disorganizzata”
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Marta Mazzi è nata a Verona nel 1992.
Diverse sono le pellicole e serie alla quale ha preso parte all’inizio della
sua carriera come, per citarne alcune: Ipersonnia, Il Paradiso delle signore,
ecc… L’attrice ha raggiunto la popolarità interpretando il ruolo di Giulia
Furlan, interpretato nella serie “Il Paradiso delle Signore”.
Formazione
2021 Efilsitra Method
2020 – 2021 Corso intensivo di recitazione
Point Zero
2018 – 2019 Scuola di recitazione Lee
Strasberg Theater & Film Institute
2018
Harlem School of Art – New York, US
2018
Workshop Stella Adler Studio of Acting, New York
2012 – 2014 Centro Professione Musica –
Milano, IT
2001 – 2011 Accademia Sergio Martinelli –
Verona, IT
Musica
2011
"Be my love"
2011
"Surrender"
Video Clip
2024 Peyote Cosimo Alemà
Cinema
2021
Ipersonnia ALBERTO MASCIA
Teatro
2019
The Christmas Spectacular Starring
the Radio City
Intervista
Come hai vissuto l’esperienza de
“Il Paradiso delle signore” e come è stato interpretare il ruolo di Giulia?
“Il Paradiso delle signore” dico sempre
che è un ambiente veramente unico sia a livello professionale che a livello di
prodotto, perché è fatto bene e infatti al pubblico piace. Inoltre riconosce
la cura, la dedizione e il duro lavoro. Fare Giulia è stato divertentissimo
perché è un po’ la signorina Rottenmeier della situazione e ovviamente un
personaggio complicato, ma molto affascinante, a cui bisogna dare un po’ di
umanità. Non è che Giulia sia cattiva, è un personaggio un po’ insicuro e a
volte l’insicurezza porta ad avere degli atteggiamenti un po’ presuntuosi,
un po’ difensivi. Però mi è piaciuto molto interpretare Giulia.
L’interpretazione di Giulia ti ha dato
molta visibilità. Come vivi la popolarità?
E’ un po’ più l’idea della popolarità
che mi fa paura, perché poi magari quando ti arrivano dei bei messaggi dalle
persone che ti ringraziano perché la tua interpretazione gli ha creato delle
emozioni in quella puntata, nel bene e nel male, mi fa molto piacere, è una
grande soddisfazione. Ancora non sono così famosa che mi fermano per strada e
mi chiedono un selfie, però per il momento sono abbastanza soddisfatta per
quello che ho avuto. Non ho avuto lo stalking o un fan invadente sotto casa.

Mi racconti com’è nata la tua passione
per la recitazione?
In realtà è nata a New York, in un’età
non giovanissima, perché come dico sempre io nasco cantante e rinasco attrice.
Mi sono trasferita negli Stati Uniti a 23 anni spinta dalla passione per la
musica e il canto e poi là, in un momento di crisi artistica, ho deciso di
iscrivermi ad una scuola di recitazione, all’epoca alla Stella Adler Studio di
New York, e mi sono innamorata di questo mestiere e ho deciso di fare
l’attrice, perché mi piaceva, mi sentivo a mio agio e lì ho proseguito con
gli studi e mi sono diplomata alla Lee Strasberg e poi sono tornata in Italia, a
Roma dove ho cominciato a lavorare seriamente.
I tuoi genitori ti hanno sempre
incoraggiata nella tua scelta artistica o avevano in mente un futuro diverso per
te?
Diciamo che la recitazione è una cosa nata
da me e i miei in realtà fanno tutt’altro, lavorano nel campo della moda, mio
padre è uno stilista, quindi è proprio un business di famiglia dove io sono
sempre stata un po’ la pecora nera e quindi mi hanno supportata come fa un
genitore, però avrebbero voluto sicuramente che facessi altro. Quando ho detto
loro che volevo fare l’attrice non è che abbiamo esultato. Adesso,
soprattutto con “Il Paradiso delle signore” hanno acquistato un po’ di
sicurezza.
Con quali artisti di riferimento sei
cresciuta? Chi sono stati i tuoi
idoli, i tuoi miti?
Io ho parecchi idoli in realtà, come Robin
Williams che è il mio attore preferito, poi adoro Julia Roberts, Meryl Streep,
Jim Carrey. Italiani? Pierfrancesco Favino, lui è bravissimo. Poi mi piace
molto Valerio Mastandrea.
Rivedi i tuoi lavori? Sei molto
autocritica?
Li rivedo, all’inizio facevo un po’
fatica a riguardarmi perché non riuscivo a vedere il prodotto finito ma
guardavo le cose stupide come il capello come ce l’avevo, le occhiaie e quindi
giudicavo molto la mia apparenza. Poi con il
tempo mi sono abituata a vedermi come Giulia e ho cominciato a vedere il
personaggio e adesso quando mi capita di riguardarlo, riconosco Giulia, non vedo
Marta ed è molto piacevole.
Preferisci interpretare ruoli comici o
drammatici?
In realtà a me il comico piace molto, anche
se per il momento ho sempre interpretato ruoli drammatici. Però la commedia mi
affascina tantissimo. Anche se è molto difficile fare commedia, però fra i due
ruoli, se dovessi scegliere, al momento preferisco la commedia.
Fra colleghe hai notato più complicità o
competizione?
Ne “Il Paradiso delle signore” c’è
stata molta complicità o meglio un grande lavoro di squadra. Per quello
all’inizio ti ho detto che è proprio un bell’ambiente, perché si
collabora, si sta insieme tante ore, tanti giorni, per otto mesi. Quindi un
rapporto unico e non è facile in questo ambiente, perché ci sono tante invidie
e fai un po’ fatica a fidarti.
Quali sono le tue ambizioni?
Sicuramente continuare a lavorare, magari
finire sul grande schermo, fare un bel film, però per il momento vorrei
continuare su questa strada, non rimanere ferma.
Se fosse andata male come attrice, avevi
un piano B?
Probabilmente avrei fatto la naturopata, che
è una mia passione. Poco prima di essere presa per “Il Paradiso delle
signore” mi ero iscritta ad un
corso di naturopatia a Rimini perché mi affascina molto la medicina naturale,
un po’ l’ambito olistico. Quindi se non avessi scelto l’arte,
probabilmente avrei fatto o il medico o la naturopata.

Per fare l’attrice sei venuta a Roma,
giusto?
Si e trovo che Roma ha un’energia
incredibile, talmente tanta che ogni tanti ti assorbe e io faccio sempre un
paragone con New York, perché sono entrambe delle jungle, solo che New York è
una jungla organizzata, mentre Roma è una jungla disorganizzata (risata). Però
ha una vibrazione ed un’energia incredibile.
In che zone hai abitato?
Ho sempre vissuto in zona Cipro, quindi in
zona Prati, verso Ottaviano ossia dietro al Vaticano.
La cucina romana ti ha conquistato?
Buona, è molto buona però ci vuole un buon
stomaco perché non è proprio leggera. Però è molto godereccia, quindi direi
che mi ha conquistato alla grande.
Come trovi i romani?
Sono un popolo forte, hanno carattere, un
po’ come i newyorkesi, ecco che torna il paragone, perché li trovo sempre
invincibili, non si spezzano facilmente. I romani sono molto orgogliosi ma anche
molto ironici e molto divertenti.
Nei momenti liberi, in quale angolo di
Roma ami rifugiarti?
Trastevere, amo molto questo quartiere, è la
mia coccola. Mi piace e si respira tanta romanità.
Per un attrice Roma cosa rappresenta? Il
punto d’arrivo o il punto di partenza?
Secondo me Roma è il punto di partenza, è
un po’ la Los Angeles “de noartri”. Se uno vuole fare l’attore, deve
stabilirsi a Roma, l’ho fatto anch’io.