Michele Pecora (cantante e autore)        Falconara Marittima (Ancona) 14.10.2025

                             Intervista di Gianfranco Gramola

“Sono un grande osservatore e anche se mi trovo da solo in un posto esterno, al ristorante o in qualsiasi altro posto, mi guardo intorno, osservo le persone, osservo la natura e sono molto affascinato e questo probabilmente incide anche sull’ispirazione per le mie canzoni”

Michele Pecora è nato a Agropoli il  6 ottobre 1957. Si trasferisce a Falconara Marittima con la famiglia nel 1970. Frequenta il conservatorio G. Rossini di Pesaro al corso di chitarra classica. Nel 1977 vince il Festival di Castrocaro con il brano La mia casa, che descrive la sua casa ad Agropoli e con lo stesso brano esordisce nel mondo discografico dopo aver firmato un contratto con la Warner Bros. Records. Nel 1979 incide Era lei, canzone che ottiene un grande successo. Nel 1980 è la volta di Te ne vai (firmata dallo stesso Pecora e da Adelmo Fornaciari, futuro "Zucchero") con cui partecipa al Festivalbar, rinnovando il successo. Nello stesso periodo scrisse anche il testo della canzone Canterai se canterò, su musica di Franco Battiato e Giusto Pio, incisa da Catherine Spaak. Continua poi ad incidere per tutto quel decennio e, dopo qualche brano passato inosservato, ottiene nuovamente un buon riscontro dopo il passaggio alla casa discografica CBS, con il singolo Me ne andrò del 1985, con il quale partecipa al Festivalbar, mentre scrive con Bruno Tavernese Mare per Laura Luca. Negli anni 1990 si dedica all'attività di autore per altri interpreti, fra cui Barbara Cola e Lighea, pur continuando ad esibirsi. Ha partecipato come autore e direttore d'orchestra al Festival di Sanremo 1995 con il brano Rivoglio la mia vita, interpretato da Lighea. Successivamente, oltre all'attività di cantante e autore, inizia a dirigere un'orchestra che ha accompagnato e collaborato con molti artisti tra cui Ron, Peppino Di Capri, Ivana Spagna, Riccardo Fogli. È spesso ospite di alcuni programmi televisivi come I migliori anni e Quelli che il calcio. Svolge anche un'intensa attività di talent scouting, che lo vede al fianco di Mara Maionchi ed altri colleghi in molte manifestazioni nazionali legate a concorsi canori. Dal 16 gennaio al 2 marzo 2019 partecipa alla trasmissione Ora o mai più, in onda in diretta su Rai 1 e condotta da Amadeus, seguito dai coach Angela Brambati e Angelo Sotgiu dei Ricchi e Poveri, cantando con loro La Prima cosa bella, Che Sará, Mamma Maria, Se m'innamoro, Sarà perché ti amo e Come Vorrei. Duetta Inoltre con Marco Ferradini, Marco Masini, Patty Pravo e con Paolo Vallesi. Durante l'ultima puntata ha presentato il nuovo singolo I poeti.

Intervista

Com’è nata la passione per la musica?

È nata da ragazzino, avevo 12 anni. Arrivò in casa una chitarra che mamma prese in un negozio perché comprò una lavatrice e poiché c’era una promozione, insieme alla lavatrice c’era in regalo una chitarra della Eco. Questa chitarra arrivò a casa, non interessava a nessuno, invece mi catturò e da lì è iniziata poi la mia grande passione.

Ho letto che hai iniziato con la radio.

Agli inizi degli anni ’70 ho iniziato con radio Galassia, una radio delle Marche e facevo un programma sui cantautori, poi ogni tanto fra un De Gregori, Guccini ecc … inserivo una mia canzone, chitarra e voce live, in diretta. L’editore della radio mi ascoltò e mi chiese una cassettina perché voleva mandarla a Gianni Ravera, perché lo conosceva ed era un suo amico. Mandò questa cassetta a Ravera che poi mi chiamò a Roma e poi lui mi portò  Castrocaro e vinsi il festival. E da lì è iniziata una lunga storia musicale.

Com’è nata l’idea di dedicargli “Il premio Ravera”?

Nasce da un sentimento di riconoscimento verso una persona che ha fatto molto per la musica, per tutti noi, perché poi lui ne ha scoperti veramente tanti di cantanti da Gigliola Cinquetti fino ad arrivare a Zucchero Fornaciari, Vasco Rossi ecc…  è stato un grande talent scout.

I tuoi genitori che futuro avevano in mente per te?

Diciamo che ho avuto la fortuna di aver avuto dei genitori che non mi hanno mai imposto condizioni, nel senso che ci hanno lasciato abbastanza liberi di decidere. Io ho scelto di fare musica, mi sono iscritto al conservatorio e ho scelto la mia vita e loro tutto sommato sono stati contenti. Un po’ preoccupati perché sapevano che il  mondo della musica era difficile e complicato. Però ci hanno lasciato abbastanza liberi sotto questo aspetto.

Hai mai pensato ad un nome d’arte?

Io ci avevo pensato però la Warner quando mi prese disse: “No, teniamo il tuo nome, perché è un nome che si ricorda facilmente e questo può essere un vantaggio”. Quindi niente nome d’arte.

Con quali cantanti di riferimento sei cresciuto? Chi sono stati i tuoi miti?

Oltre oceano Simon & Garfunkel e James Taylor, quindi diciamo un mondo cantautorale. Italiano direi che Gianni Morandi è stato il mio artista preferito da ragazzino, quello che amavo di più perché  venni catturato dal suo “Un mondo d’amore” e “C’era un ragazzo che come me…”.

Se fosse andata male con la musica, avevi un piano B?

Un piano B non l’avevo ma l’avrei trovato (risata). Avrei trovato un modo per andare avanti, per affrontare il futuro. 

La canzone “Era lei” a chi l’hai dedicata?

E’ dedicata a tutte quelle storie che nascono e accadono soprattutto nel periodo estivo. Questi amori che si incontrano, che si incrociano nel nostro cammino e inevitabilmente finiscono poi con la fine dell’estate. “Era lei” è una canzone che segna un momento della mia vita importante, perché segna un passaggio che mi ha dato la possibilità di fare tutto quello che ho fatto.

Sei autore di molte canzoni per te e anche per altri. Com’è il tuo metodo?

Non c’è un metodo per me e credo neanche per gli altri. Magari ci fosse ma non c’è. C’è semplicemente l’istinto e il momento che arriva ti porta a scrivere delle cose. Credo che in ognuno di noi ci sia una parte nascosta che neanche noi conosciamo e che viene fuori in quel frangente, in quel momento ed è dentro di noi e poi ritorna là. Ma salta fuori quando c’è questa necessità.

L’ambiente che ti circonda è fonte di ispirazione per le tue canzoni?

Si, perché io sono un grande osservatore e quindi anche se mi trovo da solo in un posto esterno, al ristorante o in qualsiasi altro posto mi guardo intorno, osservo le persone, osservo la natura e sono molto affascinato da questo e questo probabilmente incide anche sull’ispirazione. 

Come autore hai collaborato con molto personaggi. Un tuo ricordo di Zucchero, Ron e Riccardo Fogli?

Con Adelmo siamo amici, io avevo già fatto “Era lei” e lui era un giovane autore in cerca di successo e mi cercava, mi chiamava e mi faceva sentire delle cose. E scrivemmo insieme poi “Te ne vai” nel 1980. Con Ron abbiamo collaborato spesso, ci siamo trovati insieme sullo stesso palco e ci lega una sensibilità molto simile a livello artistico. Con Riccardo Fogli è lo stesso, siamo molto amici e ci siamo trovati  spesso a cantare insieme. Riccardo è una persona squisita, una persona molto disponibile ed è anche molto sensibile.  

Com’è cambiato il mondo della musica dai tuoi inizi ad oggi?

E’ cambiato sostanzialmente molto perché sono cambiati i tempi,  e il web ovviamente hanno generato e dato la possibilità a tantissimi di farsi ascoltare, a farsi conoscere e quindi non necessariamente devi passare attraverso una etichetta discografica, ma lo puoi anche fare da solo. Questo da una parte è un vantaggio e dall’altra può creare dei limiti, perché ti puoi accontentare di fare delle cose che secondo te sono giuste senza confrontarti con qualcun altro e questo può essere un problema oggi. C’è una grande esposizione mediatica sotto tutti gli aspetti, anche televisiva. I talent hanno generato artisti che molte volte magari non hanno retto le aspettative. Sono diventati conosciuti perché visti in televisione, poi una volta fuori si sono dovuti confrontare con un mondo che invece richiedeva magari anche altre caratteristiche. Di nuovi talenti ce ne sono, c’è tutta una nuova generazione di cantautori che sono molto interessanti secondo me.

Oltre alla musica curi delle passioni nella vita?

Lo sport è sempre stata una mia passione e ha camminato di pari passo sempre con me. Quindi il calcio quando ero molto giovane, poi il tennis e oggi pratico un po’ di corsa e cerco di tenermi in forma con l’allenamento. Però lo sport è sicuramente una delle mie passioni.

Quali sono ora le tue ambizioni e i tuoi progetti?

Diciamo che grazie proprio al web ho ritrovato tanto pubblico. C’è quello storico che mi seguiva da tanti anni e ora anche tanto pubblico nuovo. Ho anche avuto modo di capire che oggi c’è questa possibilità di rimanere in contatto con chi ti ascolta e questo apre sicuramente nuove prospettive. Da due anni sono tornato con la Warner e quindi la storia si ripete in qualche modo e ci sono tanti bei progetti. C’è un album nuovo, appena finito, c’è un singolo nuovo che uscirà a breve e quindi diciamo un futuro sempre nella musica. Poi dopo mi sono abituato ad accettare e ad aspettare anche che alcune cose possono accadere indipendentemente anche dalla tua volontà. Questo fa parte del nostro mestiere ed è quella cosa che noi chiamiamo fortuna.