Silvia Mezzanotte (cantante)
Bologna 13.11.2025
Intervista di Gianfranco Gramola
“Dopo una esibizione non temo il giudizio
del pubblico o della critica, temo il mio giudizio. Io sono il critico più
feroce”

Silvia Mezzanotte è nata a Bologna e il suo
percorso artistico ha ufficialmente inizio nel
1990, quando partecipa alla 39esima edizione del Festival di Sanremo –
categoria Giovani, con la canzone “Sarai grande”, piazzandosi al quarto
posto. Negli anni ’90 l’artista bolognese sperimenta e misura il suo talento
con collaborazioni importanti con altri big della musica italiana, tra i quali:
Francesco De Gregori, Mia Martini, Laura Pausini, Andrea Bocelli. Nel 1999
diventa la voce dei Matia Bazar e insieme alla storica band, nel 2000, partecipa
alla 49esima edizione del Festival della Canzone Italiana con il brano
“Brivido caldo”, che si piazza all’ottavo posto. La stessa formazione
ritorna all’Ariston l’anno successivo salendo sul podio, al terzo posto, con
“Questa nostra grande storia d’amore”. Il 2002 è l’anno della
consacrazione: con il brano “Messaggio d’amore” i Matia Bazar vincono il
Festival e partono per un tour internazionale, dal quale viene realizzato
“Messaggi dal vivo”, il primo album live del gruppo. Silvia, scalda con la
sua voce i più grandi successi del passato e del presente dei Matia da
“Cavallo bianco” a “Ti sento” da “Brivido caldo” a “Vacanze
romane”, da “Solo tu” e “Messaggio d’amore”. Nel 2004, interrompe il
percorso artistico con lo storico gruppo per dedicarsi nuovamente alla carriera
solista. Nel 2006 Massimo Ranieri, la sceglie per duettare con lui in “Perdere
l’amore”, brano inserito nell’album dell’artista napoletano “Canto
perché non so nuotare”; lo stesso, dopo l’esito felice del duetto che
impreziosisce l’album, la vuole al suo fianco nel 2007 come ospite fissa nel
suo show televisivo “Tutte donne tranne me”, che va in onda su Rai uno. Nel
2008 esce “Lunatica”, dodici canzoni per svelare paure, fragilità,
contraddizioni, curiosità e altri aspetti di una delle più belle voci del
panorama musicale italiano. Nel 2009 debutta in teatro con il suo recital “Le
mie Regine”, nel quale celebra in atmosfera acustica le più grandi interpreti
di tutti i tempi. A settembre 2010 riprende a pieno titolo il ruolo di voce dei
Matia Bazar con il nuovo lavoro discografico “Conseguenza logica” e nel
2012, con il gruppo, torna sul palcoscenico di Sanremo con il brano “Sei
tu”. Nel 2015 l’improvvisa scomparsa di Giancarlo Golzi, leader storico dei
Matia, interrompe le attività del gruppo e nel 2016 Silvia è pronta a
rimettersi in gioco e riprende la sua carriera da solista. Continuano infatti i
concerti in teatro e la sua attività di scouting e coaching e all’attività
artistica affianca ormai da tempo quella didattica. Nel 2016 diviene uno dei 12
protagonisti di "Tale e quale show", trasmissione di punta del
palinsesto Rai e il 2017 vede Silvia impegnata in una intensa stagione di
spettacoli in Italia e all’estero. Il 31 maggio 2019 Silvia Mezzanotte torna
sul mercato discografico con il nuovo album dal titolo "Aspetta un
attimo". Nello stesso anno Silvia incontra Carlo Marrale, cofondatore de
Matia Bazar e coautore dei brani più importanti della band. Dalla loro amicizia
nasce una collaborazione che vedrà la luce attraverso
una serie di concerti in Italia e all'estero nel corso dei quali raccontano la
loro carriera vissuta in epoche parallele nei Matia Bazar reinterpretandone a
due voci le più belle canzoni. Nel 2023, in occasione dei 40 anni di Vacanze
romane, canzone icona dei Matia Bazar scritta proprio da Carlo, i due ne
pubblicano una elegantissima versione in acustico e partono per il tour
celebrativo VACANZE ROMANE 40th. Il 2024 è un anno pieno di novità per Silvia:
l'8 marzo esce infatti l'album Le mie regine, con l'orchestra Filarmonica della
Calabria e gli arrangiamenti di Pino De Fazio, frutto della collaborazione e
dell'amicizia con il Maestro Filippo Arlia. Il 13 aprile 2024 prende il via un
nuovissimo progetto teatrale: Vorrei che fosse amore, Omaggio a Mina: una
insolita storia d'amore raccontata attraverso le più belle canzoni di Mina,
interpretate dalla straordinaria voce di Silvia, accompagnata da LE MUSE
ensemble musicale di dieci musiciste, dirette dal Maestro Andrea Albertini, per
la regia di Gabriele Colferai, con Beatrice Baldaccini e Gabriele Colferai.
Intervista
Silvia, com’è nata l’idea di
mettere in scena “Silvia Mezzanotte canta Mina”?
È nata dalla volontà di omaggiare l'artista
che più di tutte ha contribuito alla mia formazione umana e artistica.
Cosa ti piace di Mina?
La sua capacità di prevedere il futuro. La
sua capacità di essere presente come nessun'altra nonostante l'assenza dalle
scene.
Lei è stata una tua cantante di
riferimento?
Si.
Le canzoni che ami di Mina?
Sono centinaia. In questo momento tra le più
recenti “Buttalo via”.
In futuro, oltre a Mina, c’è qualche
artista a cui vorresti rendere omaggio?
Lo faccio già da molti anni con uno
spettacolo che si chiama “Le mie Regine” in cui celebro le più grandi voci
femminili italiane e straniere.

Parliamo di te. Com’è nata la passione
per la musica? Avevi artisti in famiglia?
La mia nonna paterna era molto intonata.
Cantavamo amatorialmente sempre insieme a due voci.
I tuoi genitori che futuro avevano in
mente per te?
Sognavano solo che io fossi felice.
Oltre a Mina, quali sono i tuoi cantanti
di riferimento?
Ella Fitzgerald, Mia Martini, Adele, Liza
Minnelli, Annie Lennox. Voci talentuose da cui ho imparato tanto.
Prima di dedicarti completamente alla
musica, hai fatto altri lavori?
Si, molti... Cercavo di mantenermi in attesa
che la musica potesse diventare stabilmente la mia attività.
Il mondo della musica era come te lo
immaginavi o c’è stata qualche delusione?
Le delusioni ahimè sono all'ordine del
giorno, perché purtroppo non è un ambiente meritocratico. Diciamo che per
riuscire a resistere occorre grande stabilità caratteriale, un buon rapporto
con la tua autostima, una certa testardaggine e soprattutto una fame
insaziabile.
Chi per primo ha scoperto il tuo talento?
Chiunque mi ascoltasse cantare mi diceva che
avevo una bella voce. Ma per me era solo un gioco.
A chi del gruppo dei Matia Bazar eri più
legata?
A Giancarlo Golzi che per me era un fratello
grande. Purtroppo, se ne è andato 10 anni fa.
Con i Matia Bazar hai vinto Sanremo
(2002). Che ricordi hai di quella gara canora?
Ho ricordi di grande emozione, di un
abbraccio infinito che ci siamo scambiati alle 5 del mattino con i miei colleghi
Matia, esausti ma felici dopo aver finalmente capito che il nostro lavoro e la
nostra musica avevano colpito nel segno regalandoci una immensa soddisfazione.

Negli ultimi tempi sei in tour con Carlo
Marrale per recitare in musica la storia dei Matia Bazar. Com’è nata la
collaborazione con Marrale e di chi è stata l’idea?
È nata in modo un po' casuale nel 2019. Ci
siamo incontrati nella hall di un hotel e abbiamo iniziato a cantare insieme. Ci
siamo sorpresi così compatibili e simbiotici da decidere di fare questo viaggio
insieme.
La musica, secondo te, può essere
terapeutica?
La musica è salvifica. Per me lo è stata.
Dopo una esibizione temi più il giudizio
del pubblico o della critica?
Temo il mio giudizio. Io sono il critico più
feroce.
Ad un giovane che si avvicina alla musica,
che consigli vorresti dare?
Io consiglio sempre di cercare la propria
personalità e studiare. Credo sia l'unico modo per emergere e sopravvivere in
un mondo piuttosto complesso da decifrare come quello nel quale ci troviamo ora.