Valentina Cole (attrice)                          Milano 22.6.2025

                               Intervista di Gianfranco Gramola

“Io vengo da un piccolo paesino in Puglia e dico sempre che chi nasce al sud è fortunato perché a livello sociale è preparato quando va fuori, perché noi sappiamo stare con la gente e abbiamo modo di vedere la vita totalmente diversa”

Valentina Isabel Cole (all’anagrafe Valenti Collecchia), pugliese, classe 1997, già durante l'infanzia, trascorsa a Orta Nova, ha cominciato a sviluppare un grande amore per l'arte: teatro, cinema, pittura, intrattenimento. Così, dopo tanti sacrifici e un innato ottimismo, è riuscita a coronare il suo sogno. A soli 27 anni nel suo curriculum c'è già un film al fianco di Riccardo Scamarcio (Gli Infedeli, su Netflix), la partecipazione come giudice al programma tv «All Together Now» su Canale 5, presentato da Michelle Hunziker, la conduzione della trasmissione «L'eccellenza del gusto» e una masterclass con Gabriele Muccino. Il primo provino è arrivato in un momento critico, prima della pandemia, ma nonostante tutto l'esperienza del cinema le ha aperto tante porte, poi è arrivata l'opportunità di condurre "L'eccellenza del Gusto", su Alma Tv. Creativa e ironica, oggi Valentina conta un ottimo seguito sui social dove propone parodie divertenti. Descrive i social come il suo biglietto da visita.

Intervista

Mi racconti com’è nata la passione per il mondo dello spettacolo e per la recitazione? Hai artisti in famiglia?

Nessun artista in famiglia, so che mia nonna dipingeva. Artisti veri non ne ho avuto, che io sappia. Fin da piccolissima avevo questa predisposizione per le arti, quindi pittura, musica, cinema e da come mi racconta mamma io guardavo la Tv con lei e dicevo che anch’io volevo fare quello che facevano loro. Quindi ho sempre avuto questa cosa e da piccina, nel mio quartiere, organizzavo degli spettacoli. Essendo nata in un paesino non c’erano scuole importanti a livello teatrale, però ho fatto una piccola scuola un provincia di Foggia, ma giusto per infarinarmi nella recitazione, e poi a  scuola con le recite. Poi ho avuto sempre le idee chiare e a 18 anni, dopo il diploma, ho fatto le valige e sono venuta a Roma a studiare in accademia e nel mentre fin da ragazzina ho fatto dei concorsi di bellezza, non perché volessi essere la più bella, ma perché incontravo gente, viaggiavo un botto, anche in Corea del Sud e l’ho fatto più perché ho pensato che da cosa nasce cosa. Non sono mai stata timida, ma sicuramente ti insegnano ad essere un po’ più abile in questo mestiere. Poi ho fatto Miss Italia a 18 anni, sono arrivata 20esima. Non amo molto il concorso di Miss Italia, nel senso bella esperienza ma non lo rifarei mai più, ma per come sono fatta io, perché io ho bisogno di  essere libera di esprimermi e lì non era così. Era l’ultimo anno che hanno fatto il concorso in Tv e in giuria c’era anche Alessandro Borghese e Diletta Leotta che conduceva. Quando hanno detto: “Miss Italia finisce qui” io un po’ me l’aspettavo, più che altro perché i meccanismi sono un po’ strani. Qualsiasi settore del mondo è così.  Dopo di che ho continuato ad andare avanti per la mia strada, ho studiato, perché io sono una che si applica e che studia molto e lo sottolineo perché ci tengo. Per me ogni persona che fa questo mestiere dovrebbe farlo  poi che ci voglia fortuna, ok però almeno ti sei preparato. Poi è arrivato il covid che ci ha un po’ ammazzato, soprattutto noi emergenti. Ho fatto anche un po’ di Tv e nel mentre che si sono aperte le porte in televisione, mi sono detta: “Perché stare ferma per aspettare di recitare in un film, provo in Tv”. Ho lavorato con Paolo Bonolis, con Michelle Hunziker, poi ho condotto un programma sui gelati, una specie di “Quattro ristoranti”, in giro per l’Italia e quindi ero un Alessandro Borghese alla ricerca del mio gelato. Una bellissima esperienza ed è stata la mia prima conduzione in assoluto. Prima del covid ho fatto anche un provino per un film, un piccolo ruolo nel film “Infedeli” e quindi mi sentivo la protagonista ed ero sul set con Valerio Mastandrea, Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti e purtroppo c’è stato il covid e l’hanno fatto vedere su Netflix, quindi non c’è stata la prima e tutta la trafila per presentare il film. Ma è stata un’esperienza che porterò per sempre nel cuore e spero che sia una delle tante. Poi faccio anche la modella, anche se  io non sono una modella, perché le modella so’ altre. A me piace tutto ciò che è comunicazione, dove posso esprimermi e mi ritengo una persona molto auto ironica. Amo molto la commedia e quindi i ruoli brillanti, mi piacerebbe un film commedia, però ovviamente quello che passa il convento va bene qualsiasi cosa. Non sono una persona che vuole apparire ma io voglio essere, quindi sono una che vuole fare questo mestiere. Amo dipingere, mi piace la pittura e tutto ciò che è arte, la comunicazione. Mi piacerebbe fare Tv ma comunque non andare nel trash ma in qualcosa che mi rappresenti.

I tuoi genitori ti hanno incoraggiata nella tua scelta professionale o avevano in mente un futuro diverso per te?

Mia mamma è comandante della polizia e mio papà ha un’azienda agricola, quindi sono nata in una terra dove a 14 anni guidavo i trattori, tanto per farti capire e facciamo l’olio e tante cose buonissime. Se sono quella che sono è grazie alla mia terra, alla mia Puglia che la porto sempre nel mio cuore. In Puglia girano tantissimi film, anche con registi americani e spero un domani di fare qualcosa nella mia terra a livello artistico. Però i miei genitori, nonostante siano del sud e l’idea del posto fisso, mi hanno sempre detto: “Se credi in una cosa, vai e credici fino in fondo”, quindi se sono qui e faccio questo è anche grazie a loro, perché mi hanno sempre dato libertà. Sono una che si è sempre data da fare, nel senso che il nostro mestiere è precario, quindi magari lavori un mese e poi per un anno sei ferma. Al momento sono ferma da due anni, faccio provini e faccio anche 27 mila cose perché mi sono sempre mantenuta da sola. Mi ricordo che la mattina andavo in accademia e la sera andavo a lavorare fino alle 4 e facevo la cameriera, lavoravo in una cornetteria, facevo la hostess e ho fatto tanti lavori. Poi comunque avevo anche la mia famiglia che mi aiutava, però io sono sempre dell’idea che è una scelta mia quello che sto facendo  e quindi perché devo pesare sui miei genitori. Però mia mamma soprattutto è la mia mental coach, lei è una delle prime che mi dice: “Non mollare, vai avanti, vedrai che prima o poi arriva la fortuna e ti chiamano, credici”. Lei ha sempre avuto il desiderio di fare altro, aveva fatto anche ginnastica artistica e voleva insegnare ginnastica artistica ma purtroppo per problemi famigliari è entrata in polizia. Lei  mi ha sempre detto: “Fai quello che ti piace fare”, certo non è facile, però secondo me, con la perseveranza prima o poi arriva qualcosa. Vedi l’attore Pierfrancesco Favino, prima non lo conosceva nessuno, poi “boom” ed è Favino, un mostro di bravura.” Quindi io non mollerò, finché avrò vita farò questo mestiere, anche se avrò 40 anni e ovviamente intanto dovrò sopravvivere e lo faccio.

Hai mai pensato ad un nome d’arte?

Il mio nome d’arte è Valentina Cole, perché Cole è preso dal mio vero cognome che è Colecchia. Il mio primo agente mi disse che suonava male, poi tutti sbagliavano e dicevano Colicchio e quindi  abbiamo preso le prima 4 lettere ed è nato il nome d’arte Valentina Cole, che tanti pronunciano Col.

Con quali artisti di riferimento sei cresciuta? Chi sono stati tuoi miti?

Raffaella Carrà, Mina, Monica Vitti e parliamo di quelli che veramente facevano cinema e che facevano Tv, che erano delle show girl. Avevo mia nonna che era una grande sostenitrice della Tv che mi diceva spesso :”Io ti voglio vedere in Tv”. Nonna per esempio mi ha sempre dato quella spinta, mi ricordo quando dovevo fare la mia  prima sfilata, avevo 13 anni e non avevo mai portato i tacchi, lei il pomeriggio ha voluto darmi delle lezioni. Altri miei miti sono state Anna Magnani e Sofia Loren, che  sono state il mio punto di riferimento.

Tu per raggiungere i tuoi sogni hai lasciato la Puglia per venire a Roma. Come ricordi l’impatto con la Città Eterna?

Io vengo da un piccolo paesino in Puglia e dico sempre che chi nasce al sud è fortunato perché è preparato quando va fuori, nel senso a livello sociale perché noi sappiamo stare con la gente, abbiamo modo di vedere la vita totalmente diversa, però non ti nego che a 18 anni, ora ne ho 28, ho lasciato la Puglia per inseguire i miei sogni ed è stato tosto, perché Roma è una città grande, non conosci nessuno e devi partire da zero. L’accademia mi ha aiutato tantissimo perché è una scuola, fai tante amicizie quindi non sei mai sola. Però io ero già preparata, perché fin da quando ero piccola dicevo che volevo andare via dal paesino, ma non per la mia terra ma per i miei sogni. Quando sono andata via, diciamo che stavo bene perché non vedevo l’ora, era già nei miei pensieri, nei miei desideri.

Cosa ti manca della Puglia ora che vivi a Milano?

Le orecchiette con le cime di rapa. Scherzo. Sono una grande cuoca, ho imparato molto da mia nonna. Della Puglia mi manca tutto Gianfranco, mi manca il mare, la mia terra, il cibo e la mia regione ha un’energia pazzesca. Tutta l’Italia è bella, è stupenda ma la Puglia è qualcosa di meraviglioso. Poi dicevo che mia nonna era una grande cuoca e mi diceva:” Vieni qua a pelare le patate invece di giocare”, adesso la ringrazio. In futuro, appena avrò realizzato tutti i sogni che ho in mente, vorrei prendere dei trulli, fare un resort, vorrei fare qualcosa con la mia terra. Riccardo Scamarcio gira l’Italia e il mondo con il suo lavoro, però di base sta a Polignano, dove ha un’azienda agricola. Noi pugliesi siamo fatti così, non riusciamo a staccarci dalle nostre radici, dalla nostra terra. Non ci tornerei a vivere tutti i giorni però vorrei trovare un compromesso.

Sei attrice, conduttrice Tv e speaker radiofonica. In quali di questi ambienti ti senti più a tuo agio o pensi di dare il meglio?

Non me la voglio tirare ma io sono una grande studiosa anche per la radio. Arrivata a Milano ho fatto un corso per la radio con dei grandi speaker. Un mio grande amico Gigio D’Ambrosio, che è un grande della radio, mi ha insegnato tanto, come Roberto Cenci e Paolo Bonolis mi hanno insegnato tanto. In ogni ambito io sono un po’ poliedrica, cioè in base a cosa devo fare, cambio. Per me un’artista deve avere il concetto dell’artista americano, cioè deve sapere fare tutto, saper cantare, ballare, condurre e recitare. Poi giustamente ci sono artisti che sono più predisposti verso una cosa. A me piace tutto ciò, a me non puoi chiedere cosa ti piace di più perché non te lo so dire. Il cinema è il mio primo grande amore, però anche il resto mi piace perché è comunicativo e non posso fare paragoni perché sono tutte cose diverse, ogni ambito è diverso. Poi ci sono i pro e i contro e sicuramente la cosa bella del cinema è il set dove passi un mese, due mesi e insieme si forma una famiglia. Mi piace il fatto che devi interpretare e quindi lasci a casa Valentina e vesti i panni del personaggio. Nella conduzione mi piace perché chiacchieri, sono logorroica, parlo tantissimo, mi piace e sono molto creativa, mi vengono tantissime idee ed il bello è che in Tv le puoi esprimere. Nel cinema no, perché c’è una sceneggiatura, puoi metterci del tuo però devi sempre stare a quello che decide il regista. A proposito di registi, ho lavorato con Gabriele Muccino, ho fatto una full immersion con lui, è un grandissimo e ho imparato molto da lui. Non vedo l’ora di fare un film con lui perché per me è un grande. La radio invece è come se parlassi ad un amico, vai in onda e parli come sto parlando adesso con te. Quindi tutti questi ambienti sono diversi.

Il teatro non ti attira?

Il teatro è bellissimo e penso che i grandi sono quelli che sanno fare teatro. Il teatro a differenza del cinema, è “buona la prima”, è l’impatto che hai in quel momento e fai un grande lavoro. Il teatro mi piace moltissimo però al giorno d’oggi, le compagnie che ci sono non pagano bene, a meno che non sei già un big dello spettacolo. A  livello monetario hai poca soddisfazione, perché  bisogna fare i conti con la vita. Ti impegna molto e poi lo fai per passione.  

I tuoi progetti per l’estate?

In primis è andare a Los Angeles, poi ci ritornerò in autunno perché voglio fare questa esperienza all’estero. Parlo bene l’inglese quindi vorrei provare questa esperienza all’estero. Al momento farò un estate totalmente all’italiana, starò a casa mia in Puglia, quindi mi rilasserò perché in quei mesi il nostro mestiere è fermo. Mi voglio caricare per settembre  che mi auguro sia intenso e sicuramente sarà pieno di opportunità.