Francesca Bertoletti (speaker radiofonica)   Trento 30.9.2010

                     Intervista di Gianfranco Gramola 

Incontro Francesca nella redazione di Radio Dolomiti, a Trento, zona Muralta. Bella, simpatica e frizzantina, è dotata di una timidezza talmente genuina da renderla ancora più affascinante. Si dichiara una non Vip ma confessa che le fa piacere essere riconosciuta per strada e ringrazia il destino che gli ha permesso di fare un lavoro che ama molto. Inoltre Francesca ha capito che nella vita non serve conquistare la luna, ma accontentarsi di quelle piccole soddisfazioni che colorano il cuore e fanno tanto bene all’anima e che permettono di affrontare la quotidianità con più positività e grinta.     

 

(Auto presentazione tratta dal sito di Radio Dolomiti  www.radiodolomiti.com)

Ciao!!! Sono Francesca Bertoletti e sono nata a Trento l’8 aprile del 1975

Aiuto!! E adesso che vi racconto?
Sono un’arietina piuttosto testarda, trentina DOC. Ho iniziato la mia gavetta radiofonica a 17 anni e dopo gli studi ho deciso che questa doveva essere la mia strada. Nel 1997 il classico colpo di fortuna: mi sono trovata al posto giusto nel momento giusto e ho avuto  l’opportunità di fare un provino qui a Radio Dolomiti. Quando mi hanno chiamato per dirmi di venire, credevo fosse uno dei soliti scherzi dei miei amiconi.

Ancora?

Allora vi dico che adoro viaggiare, ascoltare musica, preparare cene, le gite in montagna e i bagni di sole al mare.

Se volete conoscermi meglio scrivete a questo indirizzo: f.bertoletti@radiodolomiti.com

Vi aspetto!!

Francy

Intervista

Un conto è ascoltare la Radio, un conto è farla. Com’è nata questa passione e come hai iniziato?

La passione per la Radio ce l’ho sempre avuta, anche perché la radio a casa mia non è mai mancata. Ho sempre avuto radio ovunque, da mia mamma a mia nonna e sempre Radio Dolomiti (risata). Ho iniziato a lavorare a Radio Dolomiti grazie ad un ragazzo che mi ha chiesto se volevo provare un’esperienza nuova, quella appunto della radio. Avevo 17 anni e visto che mi piaceva la musica, ho accettato. Poi ho lasciato per via della scuola, mi dopo mi sono diplomata e a 22 anni mi sono riproposta, perché ho incontrato l’editore in piazza Duomo e gli ho chiesto se potevo fare il provino. L’ho fatto e da allora sono qui, da 13 anni, a lavorare a Radio Dolomiti.

Ricordi il debutto?

Ricordo benissimo il debutto. Gianfranco. Era il 13 settembre 1997 è stata la mia prima diretta radiofonica. Avevo dietro il mio angelo custode, che era una ragazza che aveva insegnato tecnicamente, perché noi gestiamo anche la diretta. E’ stata una serata emozionante e allo stesso tempo terribile. M anche i primi tre anni sono stati veramente uno stress, perché io sono una ragazza abbastanza timida e ho fatto anche diverse figuracce, però ho resistito e alla fine sono diventata più sicura, più professionale e questo mi gratifica molto.

Quali sono stati i tuoi maestri?

C’è una persona con cui ho fatto molte trasmissioni e grazie a lui ho avuto modo di fare un grande salto e quindi vedere la radio diversamente, ed è Gabriele Biancardi. Adesso stiamo facendo un programma insieme e lavorando con un professionista come lui ho imparato a sciogliermi di più, prima ero un po’ tesa e più ingabbiata, nel senso che avevo paura di uscire dal mio ruolo e paura di dire una parola di più. Invece adesso mi rendo conto che se sei più naturale, rendi meglio e si sente di più la risposta da parte degli ascoltatori e allora la trasmissione diventa più piacevole.

Temi più il giudizio dei colleghi o dei tuoi famigliari?

Io ci tengo molto ai giudizi. Ci tengo che mi venga fatta un’osservazione. Se la critica è costruttiva, ci tengo assolutamente. Preferisco che mi venga detta in faccia piuttosto che detta ad altri e non a me, perché serve per migliorarmi e per correggere. Devo anche ringraziare un mio amico con cui ho lavorato insieme, che è Guido, perché mi criticava e mi correggeva sempre sulla dizione, su come fare le pause e sui punti e  grazie alle sue critiche costruttive, mi ha aiutato molto. Se non avessi avuto alcune persone di riferimento, probabilmente non avrei capito o sentito dove sbagliavo.

A Radio Dolomiti, quali sono le tue mansioni, il tuo ruolo?

Io faccio un programma la mattina dalle sei e mezza alle dieci. Dalle sei e mezza alle noce sono da sola e faccio “Dolomiti ti sveglia” e dalle nove alle dieci sono con Gabriele Biancardi in un programma che si chiama ”Due di coppia”. Poi vado avanti e faccio un lavoro d’ufficio fino alle tredici.

Qual è il bello della tua professione?

In questo lavoro non c’è niente di negativo. Veramente. In radio diciamo sempre che per noi non è un lavoro. Per me fare la diretta è un hobby pagato e ho la fortuna di farlo appunto come lavoro, anche se a livello regionale non è semplice.

In Radio usate dei soprannomi o nomignoli?

Qualcuno si. Io no. Tanti mi chiamano Francy.  

Qual è stata la tua più gran soddisfazione nel campo professionale?

Io non voglio fare retorica, ma ti sto parlando in piena libertà. Tutti i giorni ho delle grandi soddisfazioni. Quando arrivo in radio, la mattina, come alzo il microfono, per  me non esiste niente altro, non esistono problemi, casini, mal di denti, pensieri, ecc… Praticamente mi isolo dalla mia vita privata e mi metto al servizio dei radioascoltatori e il bello della radio a differenza della televisione, lo vedi proprio dal contatto diretto con l’ascoltatore. Di conseguenza l’ascoltatore si accorge subito se a volte risulti un po’ giù di morale, anche se sto attenta a non farlo notare, e allora ti telefona, vuol fare due chiacchiere. Questo è il motivo per cui mi piace molto la radio, il contatto diretto con la gente.

Qual è il tuo motto?

Lo stavo proprio scrivendo prima che arrivassi tu. Siccome sto facendo i profili dei deejay, allora ho cercato un motto per me. E l’ho trovato in :”Il dubbio è l’inizio della sapienza”. Bello, no? E’ una frase di Cartesio.

Quali sono le qualità che deve avere uno per lavorare in Radio?

Positività innanzitutto, conoscenza e passione musicale e trasmettere e comunicare pensieri positivi. Non è detto che uno deve saper parlare perfettamente l’italiano, l’importante è che sappia comunicare e trasmettere qualche cosa.

Hai fatto delle gaffe in diretta?

Ne ho fatte parecchie (risata). Una che ricorderò sempre è stata verso la fine di un programma, salutando, invece che dire il classico “Bye Bye a tutti”, ciancicando ho detto “Bau Bau a tutti”. Adesso ogni volta che incrocio degli amici, mi salutano con un Bau Bau finale (risata). Per fortuna che non sono permalosa.

La popolarità crea più vantaggi o fastidi?

No! Assolutamente. Anche perché lavorando in radio sei dietro ad un microfono. Io lavoro qui da 13 anni, vengo riconosciuta ma non sono così famosa, mentre Gabriele sta qui da 30 anni e sicuramente lo conoscono di più. In giro mi conoscono e confesso che mi fa molto piacere, ma non è che l’essere conosciuta mi crea dei problemi.

Ma i tuoi genitori che futuro sognavano per te?

Mio papà che era avvocato, è morto giovanissimo. Io quando avevo 10 anni. Mia mamma voleva che facessi l’avvocato e mi sono iscritta a giurisprudenza per farla contenta, ma poi ho mollato.

Sei figlia unica?

No! Ho una gemella di nome Barbara, che lavora nella sede del Gruppo Itas Assicurazioni ed è sposata con Alessandro. E un fratellone di nome Roberto (9 anni più “vecchio”), informatico, che è sposato con Barbara (che fantasia di nomi, eh?) e papà di tre fantastici bimbi (2 gemelline) e un maschietto. 



Le scuole dove le hai fatte?

Le ho fatte a Trento. Ragioneria.

Quali sono i tuoi hobby quando non lavori?

Ho fatto pallavolo per tanto tempo. Adesso ho smesso. Amo andare in montagna con mio marito.

Tornando indietro, qual è l’errore che non rifaresti?

Tornando indietro, forse avrei viaggiato di più, quando ero ragazza e quindi senza  impegni di lavoro. Anche per imparare le lingue. Se avessi 20 anni, chiaramente.

Qual è il tuo punto debole?

Ne ho tanti, Gianfranco. La testardaggine e un altro, che più che un punto debole è  un difetto, è l’impazienza. Però adesso sto cercando di lavorarci su, per diventare più paziente (risata).

Che rapporto hai con la Fede?

Sono credente, però non vado in chiesa tutte le domeniche. Credo in Dio sicuramente.

Il regalo più bello che hai ricevuto e da chi?

Non ce n’è uno in particolare. Io non sono una che guarda la sostanza, cioè se è una cosa stratosferica o meno. Quando mi viene fatto un regalo spero che sia fatto con il cuore, un segno d’affetto e di stima.

Un sogno nel cassetto?

Sai che non ho neanche un sogno nel cassetto? Diciamo che adesso sono contenta così e penso solo al presente, poi vedremo. Non sono così ambiziosa da seguire mete professionali particolari. Sono felice e va bene così.  

Chi porteresti con te su un’isola deserta?

Mio marito, anche perché non posso dire altro, povera stella (risata).

Come hai conosciuto tuo marito? Che lavoro fa?

Tramite Gabriele e un collega di Luca (si chiama così). Gabri suonava in un gruppo e il collega anche...; mi ha invitato ad una serata dove tenevano un concerto e Luca è stato invitato allo stesso concerto dal collega. E così tra una canzone e l'altra ci siamo conosciuti. Luca è nato a Rovereto, ma i genitori no (la mamma è di Parma e il papà era della provincia di Modena). Laureato in fisica lavora per una cooperativa (CET di Lavis) ed è consulente in campo ambientale.

Qual è la tua ossessione?

La puntualità! In radio non posso permettermi di arrivare nemmeno un minuto dopo.
 
Quali sono i tuoi tabù?

Beh ne ho molti, ma in radio sicuramente non parlo di politica, sesso, religione, nessuna parolaccia.
 
L’ultima cosa che fai prima di dormire?

Leggo una decina di pagine, ora ho sul comodino “Il Simbolo perduto” di Dan Brown e visto che di pagine ne ha 604 ci metterò una vita a leggerlo!
 
L’ultima volta che hai pianto e perché?

Venerdì; ho tagliato la cipolla
 
Fai beneficenza o volontariato?

Volontariato, no. Presento alcune manifestazioni a scopo benefico senza percepire compenso.

Quando hai avuto la prima cotta? L’ultima non te la chiedo, è ovvia, per tuo marito.

E' passato troppo tempo, ho la memoria corta!

Sei gelosa?

Non molto.

Come reagisci ad un tradimento?

Finora non ho mai dovuto nemmeno pensarci.

Ti sei mai infatuato di un collega?

No.
 
Come sei nella vita di tutti i giorni (con quale filosofia vivi la quotidianità)?

Positiva.
 
Cosa non sopporti?

La negatività in generale, per me il bicchiere è sempre mezzo pieno. E poi non sopporto le persone cattive.
 
Un capriccio che vorresti toglierti?

Non li chiamerei capricci, ci sono tante cose che mi piacerebbe fare o che vorrei comperare.., ma non ho fretta.
 
Ricevi molte email dai fan?

Molte no, qualcuna.

Cosa ne pensi della battaglia contro il fumo?

Non fumo, non ho mai fumato. Non condanno chi fuma, ma sono felice di non dover sopportare l'odore e respirare il fumo nei bar, al ristorante, al cinema, etc.; era una tortura per me! Senza contare che in primis il fumo fa male, ma questa è una frase troppo scontata, peccato che i fumatori non se lo ricordano mai.

Ti ritieni fortunata?

Sì, molto.

A quale trasmissione televisiva non rinunci?

Da due anni ho scelto (senza fare fatica) di non guardare la tv; l'accendo solo quando stiro. Non ti saprei dire..
 
Tatuaggi e piercing?

No!
 
Dopo 13 anni in Radio, fai mai pensato di scrivere un libro sulle tue esperienze professionali?

No, anche se ho molti aneddoti e alcuni divertenti. Ma per il libro c'è tempo ... sono giovane! (artisticamente si intende)
 
Hai dei complessi?

Beh come tutti, ma me li tengo!
 
Qual è un dubbio che ti assilla spesso?

Avrò chiuso la porta di casa? Scherzi a parte dubbi ne ho molti, ma fanno parte della vita.

Quanto ti influenza l’oroscopo nella vita quotidiana?

Non leggo l'oroscopo.
 
Per la Radio, hai qualche progetto o un’idea che vorresti realizzare?

Per ora no ... ma mai dire mai!

Che ricordi hai della tua infanzia trentina?

Non è che ho tanti ricordi della mia infanzia trentina, perché mia mamma nel 1972 aveva e ha tutt’ora un negozio di biancheria intima, che è “Calze Moda” in Galleria Tirrena, qui a Trento. Quindi era sempre impegnata, poi papà è venuto a mancare che ero giovanissima e quindi ho passato tanto tempo con la nonna che era di Andalo e di cognome faceva Perli. La zona che ricordo bene, nella mia infanzia, è appunto Andalo, dove avevo una zia e poi Molveno, dove i miei nonni si sono rifugiati da sfollati. Poi ricordo le cascate del Nardis, la val di Genova e la domenica si andava in questi posti a fare delle scampagnate, per poi finire in un ristorante. Nel Trentino abbiamo dei posti bellissimi. Sono orgogliosa delle mie radici e sono felicissima di vivere in Trentino.

Quando vuoi fuggire dalla monotonia e dallo stress cittadino, dove ti rifugi?

Ho una casa a Castellano, un paesino di cento abitanti, che sta sopra Rovereto, a circa 900 metri. Lì ci passo tutta l’estate e mi godo veramente la tranquillità e l’aria buona. Mi prendo il mio Mp3, le cuffiette e faccio tante passeggiate in giro per i boschi e la montagna e mi isolo un po’.