Naike
Rivelli (attrice e cantante) Lerma
(Alessandria) 2.5.2026
Intervista di Gianfranco Gramola
“Io
cerco di tenermi per mano con chi la pensa come me, di rafforzarmi perché
l’unione fa la forza e di creare una bella energia. Cerco di sensibilizzare
chi ha il prosciutto sugli occhi, perché c’è un diavolo per le strade e per
i territori e ci sono delle guerre e dei bambini che muoiono”
Naike Rivelli con mamma Ornella Muti
Naike
Rivelli è nata a
Monaco
di Baviera il 10 ottobre 1974. Figlia primogenita dell'attrice Ornella
Muti, al secolo Francesca Romana Rivelli, dopo avere debuttato all'età di otto
anni con una breve parte nel film Bonnie e Clyde all'italiana di Steno (1983),
accanto alla madre, ha intrapreso la carriera cinematografica all'età di sedici
anni, nel 1990, quando viene scelta da Ettore Scola per recitare ne Il
viaggio di Capitan Fracassa, sempre accanto alla madre e con Massimo
Troisi e Ciccio Ingrassia. Ha in seguito recitato con piccoli ruoli in
produzioni italiane e internazionali, tra cui South Kensington di Carlo
Vanzina, Casanova di Lasse Hallström, Open Graves di
Álvaro de Armiñán e Benvenuti al Sud di Luca Miniero.In
ambito televisivo, nel 1999 ha condotto Paperissima Sprint. Ha
recitato nelle miniserie televisive Il conte di Montecristo e Jesus
Video - L'enigma del Santo Sepolcro. Nel 2005 ha partecipato, come
concorrente, al reality show di Rai 1 Il
ristorante. Nel 2010 Naike Rivelli ha inoltre esordito come cantante pop,
sotto lo pseudonimo Nayked, con il singolo I Like Men. L'anno
seguente è uscito il suo primo album, Metamorphose Me. Nel 2015 ha
partecipato come concorrente, in coppia col fratellastro Andrea Facchinetti,
alla quarta edizione del reality show Pechino Express, in
onda su Rai 2. Nel mercato discografico è stata conosciuta con il nome
d’arte di Nayked.
Intervista
Sei
appena tornata dalla Sardegna dove hai accompagnato dei centenari per fare un
documentario, com’è nata questa idea e come hai vissuto questa avventura?
E’stata
un’avventura meravigliosa che adesso si è trasformata in un appuntamento
costante. Torneremo in Sardegna in giugno io e la mamma per festeggiare una
anziana che compirà cent’anni. Io frequento un sacco di persone perché
viaggio molto e ho incontrato questo meraviglioso editore che si chiama Giulio
Pisano che ha ideato questo giro di “Luoghi letterari”, dove si raccontano
le storie di luoghi dove le persone vanno poco e quindi si raccontano delle
realtà un po’ diverse dalle classiche realtà turistiche in Italia. Questi
“Luoghi letterari” li fanno in tutte le parti d’Italia, per esempio
l’anno scorso era in Piemonte e quest’anno l’hanno fatto nel sud della
Sardegna e mi hanno chiesto se volevo seguire i centenari perché sanno che io
mi occupo tantissimo di alimentazione, di salute, che sono un ambientalista,
ecologista e che ci tengo a salvaguardare il nostro pianeta e l’ambiente. Mi
hanno chiesto se volevo scoprire il perché e come visitare questa zona e quindi
ho avuto il piacere di essere ospitata per tre giorni in una Teulada
praticamente chiusa perché in questo periodo non c’è turismo. Eravamo
immersi nella natura ed eravamo praticamente solo noi, tranne qualche impavido
turista inglese che faceva il bagno in mare, anche se l’acqua non era proprio
calda. Ho fatto questa full immersion di tre giorni ma non voglio raccontare più
di tanto perché la devo ancora scrivere, quindi vorrei lasciare qualcosa di
misterioso, di curioso.
Mi
racconti che ricordi hai della tua infanzia?
Ho
ricordi molto belli perché da piccola c’ero solo io, ma poi a dieci anni è
nata mia sorella e poi la scuola è diventata più impegnativa. Io ho avuto la
fortuna di accompagnare mamma da tutte le parti, in una realtà che era diversa
dalle realtà di oggi. Oggi quando uno va a fare un film si conclude tutto in
due o tre settimane, ai tempi nostri si viaggiava per mesi. Mamma ha fatto film
in tutto il mondo, quindi mi sono ritrovata a vivere nella natura di tutto il
mondo e così anche a casa perché mia madre ha sempre avuto case in campagna.
La mia infanzia è sempre stata molto semplice perché sono sempre stata molto
protetta, ho vissuto molto nella natura e anche quando si viaggiava col fatto
che si stava fuori per tanti mesi, mamma prendeva delle case in affitto in mezzo
alla natura, al verde. Quindi io ho avuto la fortuna di non vivere l’eccesso
che poi ho visto, vissuto e se vuoi anche sofferto da più grande. Mia madre
anche quando faceva dei film, usciva pochissimo, magari c’era la serata dove
si mangiava con la troupe o con gli addetti ai lavori, ma non era una che andava
in discoteche o in locali. Noi siamo sempre stati a casa, in famiglia o a fare
passeggiate, si cucinava a casa e ho sempre vissuto una realtà molto bella,
molto semplice, molto umile. Non frequentavo i figli di altri nelle feste,
ne ho frequentati molto pochi, sono sempre stata in disparte. Poi da grande,
quando ho iniziato ad approdare e fare i primi lavori, dove ho visto la realtà
dalla quale mi hanno protetto, ero molto grata e ho capito il perché, tant’è
vero che ancora oggi non faccio tanta vita da jet-set e quando l’ho fatta è
perché sono capitata nel periodo in cui frequentavo delle amicizie importanti,
come Lele Mora. Hai mai visto mamma farsi una settimana in Sardegna nella villa
da Lele Mora? No. Ci vedevano magari a pranzo o a cena per i cavoli nostri. Io
invece essendo curiosa, ho fatto dei lavori e mi sono ritrovata in situazioni
dove ho capito tante cose.

Quali
cose hai capito?
Ho
capito il perché mamma non frequentava questo mondo, determinati luoghi. Oggi
il mondo si sta trasformando, sta cambiando, è pieno di persone consapevoli, è
pieno di persone con i piedi per terra. Determinati luoghi di élite dove ci si
aggrega o perché in quel momento sei un’artista o perché in quel momento hai
visibilità, sono ambienti chiusi e secondo me anche molto poco connessi con la
realtà. Quando tu vivi in un mondo tutto ovattato, dove tutto è accessibile,
veloce, dove anche il tuo atteggiamento nei confronti del mondo e degli altri a
mio avviso è distaccato dalla realtà, se hai i piedi per terra e sei una
persona che ha vissuto molto in campagna, con i contadini, vivi tutto un altro
tipo di realtà. Io non giudico quell’altra realtà, io sto solo dicendo che
non mi sono trovata bene, mi sono sentita strana, dove io mi sentivo a disagio,
sentivo che c’era qualcosa che non andava in me. Poi ho capito che non era
qualcosa che non andava in me, io probabilmente sono molto più semplice. Quindi
io mi trovo meglio con le persone normali, quelle terra terra e in questa
Sardegna ho trovato delle persone meravigliose e mi sono sentita a casa, mi sono
sentita coccolata, mi sono sentita a mio agio ed è questa la cosa più bella. A
me piace molto stare a casa e negli ultimi 15 anni mi sono allontanata da casa
mia solo per lavorare, però mi fa molto piacere tornare a casa.
Alla
domanda che fanno a tutti i bambini: “Cosa vuoi fare da grande” cosa
rispondevi?
Da
piccola volevo fare la suonatrice di arpa, perché ad una festa con mamma,
c’era una donna bionda bellissima che suonava l’arpa e io rimasi incantata e
dissi a mamma: “Io voglio fare questo nella vita” e mamma: “Vabene ma
guarda che c’è una bella dietrologia”. Poi volevo scrivere e come tanti
bambini volevo fare tanti altri lavori. Poi per un periodo volevo fare la
benzinaia perché quando andavamo al distributore e vedevo il benzinaio che
apriva il borsellino pieno di soldi, pensavo di fare anch’io quel lavoro
(risata).
Grazie
al lavoro di mamma hai conosciuto tantissimi personaggi. Un tuo ricordo di
Massimo Troisi e Ugo Tognazzi.
Ho
due ricordi pazzeschi, perché con Ugo Tognazzi mi sedevo sulle sue ginocchia e
mi faceva sparire la sigaretta dall’orecchio e la faceva apparire
dall’altra. Questo per me era da libidine e io quando andavo da Ugo gli
chiedevo se mi faceva il gioco della sigaretta. Lui e mamma fumavano come
turchi, quindi le sigarette non mancavano mai. Con Massimo Troisi ho avuto una
delle mie apparizioni più importanti di lavoro che ho fatto e che è stato la
comparsa con Troisi in uno dei film di Ettore Scola. Ero stata su questo set due
mesi perché io tornavo da scuola e andavo sul set a guardare, perché era
pazzesco fatto di pitture, in questo studio di Cinecittà, che sembrava una cosa
fuori dal mondo e il film era “Il viaggio di capitan Fracassa”. Quindi la
dietrologia di quella scenografia è stato qualcosa di speciale. C’erano gli
animali veri sul set, si cucinava sul set, una roba pazzesca e io andavo lì, mi
portavo i compiti e stavo lì, conoscevo tutti e mi sentivo a casa, stavo in
parte, in mezzo alle galline e quando mi hanno chiesto di fare questa piccola
comparsa, ero terrorizzata e Massimo mi ha detto: “Ma ci sono io, stai serena
e facciamoci una risata”.
E’
vero che hai un’ammirazione per Fabrizio Corona?
Io
ho conosciuto Fabrizio una trentina di anni fa, con Lele Mora, quando facevo
Paperissima Sprint e avevo 21 anni. In questo mondo di celebrità e anche di jet
set, come dicevo prima, ho visto tante brutture.
La mia mamma è molto importante per me e guai a chi me la tocca, quindi
capisco quando per un figlio ti toccano il papà e il papà di Fabrizio è stato
toccato ed era una persona incredibile. Fabrizio Corona tra l’altro era molto
bello e la bellezza non è facile per chi la porta, parlo delle bellezze
importanti come quella di mamma, di questi personaggi che attirano tanto solo
per la loro facciata, quindi poi devi andare a vedere cosa c’è sotto. Per
loro non è facile vivere questo, perché poche persone vogliono scoprire quello
che c’è sotto, vogliono tutti la facciata. Fabrizio è sopravvissuto a questo
mondo di merda, di celebrità e di quello che succede qua in Italia, perché se
tu vai a guardare nel nostro paese, noi abbiamo quattro registi che sono
conosciuti nel mondo, sono sempre quelli, abbiamo cinque attori, cinque persone
in televisione e sono sempre quelle. Noi siamo un paese che non dà adito ai
nuovi, non cambia niente, abbiamo delle mummie in TV cimentate che gestiscono il
tutto. Abbiamo degli appalti che gestiscono tutto per tutti, che decidono “tu
lavori e tu no, tu esisti e tu no” e questo non è una bella cosa. Fabrizio
Corona, dopo tutto quello che ha passato, racconta e non si nasconde come fanno
tutti gli altri. Tutta gente che arriva veramente con le pezze al culo e oggi è
diventata famosa, non c’è bisogno che faccia i nomi, tutte quelle che
facevano le mezze poco di buono, che oggi sono sedute sulle poltrone a fare le
padrone del mondo e a decidere per gli altri a fare le santarelle, che vogliono
silenziare. Parliamo del caso Signorini, che ancora sta andando avanti, quindi
finché non ci saranno dei risultati, delle sentenze non possiamo dire niente.
E’ un po’come il caso Ferragni, per un anno c’è stata Selvaggia Lucarelli
che diceva: “Secondo me c’è qualcosa che non torna”. Ci fosse stato un
giornale, un giornalista, un Tg che si fosse alzato a fare i compiti, il loro
dovere. Tutti zitti e quei due personaggi che hanno cagato in testa alla
Lucarelli come se fosse una ladra, dicendo: “Come ti permetti, tu vedrai”.
La Ferragni oggi non esiste più, ma da dove era arrivata a dove sta oggi, penso
che non c’è neanche il bisogno di farsi la domanda. Un disastro. Lo stesso, a
mio avviso, vale per Mediaset, perché questa gente che pensa di avere potere di
fare come cavolo vuole, non esiste e io mi auguro che ci siano dei ritorni,
perché oggi non si sa quello che succede con Signorini, però che Mediaset non
abbia avuto una parola carina da dire di questi ragazzi che dicono che hanno
subito qualcosa, non abbiano detto: “Andiamo a vedere cos’è successo,
andiamo a fondo della questione”. E’ tutta una bruttura, è tutta una bugia
e sta crollando tutto perché Signorini non si vede da nessuna parte, è
sparito. Qualche dietrologia di bruttura comunque da qualche parte i ragazzi
l’hanno subita. Poi lo sai perché io non apro la bocca? Perché io ho paura,
io non dirò più niente, perché se tu apri la bocca, racconti le cose, ti
fanno causa, non ti fanno lavorare e ti chiudono i social. Quindi applausi a
Fabrizio Corona che ha alzato la testa e che la tiene alta e che ha qualcosa su
di loro di così importante da poterla alzare. Guarda anche il caso Minetti,
sono tutti amici questa gente, si conoscono tutti. Ma gli italiani non sono
scemi, tu puoi silenziare tutto, ma non quello che esce dai social, da l’adnkronos
o al Fatto Quotidiano. Se facessero dei giornali con i commenti delle persone e
non parlo delle persone violente e cattive, io parlo di italiani che scrivono
paragrafi intelligenti, lucidi dove dicono quello che pensano e ce ne sono
tantissimi. E’ che a nessuno importa niente di quello che pensa l’italiano
medio. Io penso che il governo, sia Mediaset, i grandi poteri, gli appalti,
‘sti personaggi televisivi come Signorini e tutta questa gente, tremano, perché
il popolo ha capito, specialmente con il referendum, che unendoci abbiamo un
cavolo di voce. Ho saputo che Fabrizio Corona sta vincendo le cause, ci fossero
più avvocati come il grande Ivano Chiesa e ci fossero più giornalisti come la
Lucarelli, Marco Travaglio e Fabrizio Corona, perché il vaso di Pandora di
Mediaset l’ha scoperchiato lui.

Com’è
il tuo rapporto con i social?
Fantastico.
Io uso instagram per raccontare la mia vita, dove parlo tanto delle mie ricette,
della mia dieta, del mio percorso, del mio modo di vivere e delle cose che
faccio. Sui social non faccio l’influencer, non monetizzo, non ci lavoro, ma
io esprimo il mio, la mia finestra dove io posso gridare e dire quello che penso
e passo dalla politica ai bambini, all’ambiente agli animali, a tutto quello
che riguarda la vita di un essere umano in una società.
Tu
sei una bella ragazza. Hai mai avuto dei fan un po’ fastidiosi, invadenti?
No,
per fortuna no.
Com'è
nata la scelta di diventare vegana? Motivi di salute o per motivazioni etiche?
I
motivi sono entrambi. Intanto perché sono circondata da vegani. La mia amica è
diventata vegana da quando aveva 12 anni e mi massacra da una vita. Poi è
diventata vegana mia sorella, poi mi sono appassionata agli animali e ai maiali
e da lì è finito tutto. Io ero carnivora e dicevo che io non potrei mai
diventare vegetariana e invece sono diventata vegana. A parte che forse ho
mangiato talmente tanta carne che ero sazia, ero satura. Ora non mi manca
proprio, non mi interessa e vedo la carne come pezzi di essere umani, vedo la
carne tutta uguale. Ogni tanto vedo la ragazza di mio fratello che fa la fettina
di carne di vitello al bambino, la mette sulla pentola e inizia a fare delle
bolle e mi immagino pezzi di coscia e non mi piace. Sui social sono abbastanza
martellante perché è un invito, però nella vita quotidiana cerco di non
essere violenta o aggressiva. Se accanto a me c’è una persona che mangia una
bistecca, non dico “che schifo” o che sta mangiando un animale morto. Non è
il modo, a me è stato fatto quando ero carnivora e allora mangiavo ancora più
carne, quindi per me bisogna essere un po’ più dolci, più morbidi perché il
98 per cento dei vegani erano carnivori, quindi il fatto di questa mia scelta,
non impone che lo debba fare anche tu nello stesso momento. E’ una cosa molto
intima e deve essere una scelta vera e anche assolutamente controllata, perché
tanta gente leva tutto e poi ha problemi di salute perché mancano le proteine e
gli cadono i capelli, quindi devi saper integrare tutto con quello che ti serve.
Io dico a tutti di farlo ma devi farti seguire da qualcuno, perché non vorrei
che dopo si stia peggio.
Quali
sono i benefici che hai notato?
Tanti,
almeno dalle mie analisi. Il colesterolo, i capelli che sono più luminosi e il
mio parrucchiere mi dice cosa uso e io rispondo niente. Mangio tanti semi,
mangio tante verdure e tanta frutta, mangio tanti cereali e un sacco di roba che
mi ha fatto molto bene. Per esempio io ho sempre avuto problemi di tiroide, ho
la tiroidite di Hashimoto, e negli ultimi tempi, per la prima volta nella vita,
mi si stanno abbassando l’ormone, mi sto sistemando il problema. Io prima ero
un disastro, tra alti e bassi, avevo il colesterolo alto perché mangiavo tanta
carne. Poi ho sviluppato anche intolleranza al latte e ai derivati, ho
sviluppato l’infiammazione al glutine. L’infiammazione al glutine l’ho
sviluppato da vegana, quando dico che bisogna stare attenti, perché non
mangiando più proteine, mi buttavo sempre sul glutine, sulla pasta, sul pane,
non giravo bene i cereali, non prendevo quelli senza glutine ma tutto con il
glutine e mi si è sviluppata l’intolleranza al glutine. Non dobbiamo eccedere
in nulla, l’esagerazione fa venire degli squilibri che creano poi delle
tolleranze e delle allergie importanti.
Com’è
il tuo rapporto con la Fede?
Io
sono una meditante e mi affido alle energie universali, da lì veniamo e
torneremo. Quindi sono abbastanza serena. D’altronde cosa cambia se il mio
rapporto con la Fede è sereno o no, quindi tanto vale essere sereni e accettare
il destino.
Come
ti immagini l’aldilà?
Io
penso che ci sia vento, un filo d’erba, luce, sole, stelle. Quello che adesso
mi circonda, nell’aldilà tornerò a farne parte. C’è una frase di Gesù
che mi piace tanto e che dice: “Se tu alzi una pietra, mi troverai”, quando
morirò se uno tocca un fiore o alza un sasso, io sarò lì e farò parte del
cosmo.
Cosa
ti fa stare bene o meglio di cosa hai bisogno per essere felice?
Penso
che la felicità sia come un’onda, viene e va. Io preferisco essere serena
perché la felicità sempre non può esistere. Arriva e poi se ne va. Io voglio
la serenità e quello che mi fa stare serena è stare a casa con i miei animali,
sapere che la mia famiglia è in salute, cucinare, pulire, fare l’orto,
tenermi impegnata in quelle cose che non mi fanno pensare perché mentre le
faccio sono talmente impegnata e concentrata, che mi distraggono dalla mente.
Sei
una buona cuoca? C’è un piatto che ti riesce meglio?
Sono
una brava cuoca e i piatti che mi riescono bene sono tantissimi. Però una cosa
che amo fare e mi riesce veramente bene è l’hummus, un piatto molto semplice,
che fai in un attimo.
Il
tuo punto debole qual è?
Non
lo so. Mi sento spesso sopraffatta dal dolore che sento nel mondo e questo ogni
tanto mi butta giù. Vedo tanta violenza, tante brutture e una cosa che mi fa
stare male è che vedo tanta bugia nel mondo. Anche nei supermercati vedo tanta
gente che compera della roba facendosi del male senza saperlo. Non è giusto che
non ci siano le cose giuste da mangiare, le cose genuine, naturali. Non è
giusto che mangiamo tanta roba che viene dall’estero, spruzzata di veleni. Una
volta eravamo famosi per il made in Italy. L’ho visto anche in questi giorni
in Sardegna dove c’è una guerra per non far entrare gli allevamenti
intensivi, per non far entrare determinate cose che levano il naturale da ciò
che noi abbiamo nelle nostre terre. Questo mi spaventa, perché vedo un mondo
che non si rende conto che quello che noi abbiamo di più sacro, ci stiamo
proprio vomitando sopra e questo mi fa tanto male. Io non posso cambiare questo
sistema perché non sono lo scettro del mondo. Quindi devo lasciar andare perché
se il mondo sta andando così a quel punto uno cerca di fare del bene solo a se
stesso.

Quali
sono ora i tuoi progetti, le tue ambizioni?
Io
ne ho tanti, perché in questi mesi estivi sono la madrina di quasi tutti i
festival di yoga e di vegano che ci sono. Quest’anno mamma riceve il David di
Donatello e io sono onoratissima di accompagnarla. Io faccio la manager di
mamma, che ha 70 anni e ora raccoglie
i frutti del suo lavoro. Il suo film francese a Cannes è attesissimo, perché
è qualcosa di meraviglioso. Abbiamo aperto una casa di produzione dopo la
pandemia e stiamo producendo un sacco di spot di aziende che fanno prodotti
ecosostenibili. Adesso da sei mesi stiamo producendo un film, il primo film
tutto prodotto da noi e quindi sono felice di fare tutte queste cose, sono
felice della nostra casa e spero di farne una comune dove vorrei invecchiare con
mamma, dove ci auto sosteniamo e che sia tutto auto sostenibile e
ecosostenibile.
Oltre
al lavoro curi delle passioni nella vita?
Yoga,
meditazione, il canto, gli animali ma anche l’orto è una mia grande passione.
Per esempio due anni fa ad una cena in Svizzera, mi hanno regalato un vasetto
alto 5 centimetri, con dentro una piantina alta due centimetri delle bacche di
goji. E’ nel mio salotto ed è arrivata a mezzo metro di altezza. Per me
vedere crescere una pianta è una grande soddisfazione, sono cose che mi
divertono. Ora abbiamo fatto la casetta nuova per i miei maiali, siamo andati a
comprare i cancelli di acciaio, li abbiamo saldati e poi messi insieme. Mio
marito è operaio, è molto bravo e fa di tutto.
La
passione per gli animali l’hai ereditata da mamma?
Mamma
ama gli animali da sempre. Noi poi abbiamo avuto i furetti e qualsiasi animale
che trovavo, lo portavo a casa. Ora abbiamo anche due maiali che dovevano essere
dei micro maiali, ma ora pesano 200 chili e sono spesso in salotto.
Come
affronti il futuro, con serenità o preoccupazione?
Nonostante
i telegiornali e le guerre, un minimo di ansia ti viene, a meno che non sei un
alieno o non sei il nostro governo che se ne sbatte. Io non so come si fa a
dormire la notte. Quindi questo collettivo dolore che penso molto di noi
sentano, spaventa molto. E’ un po’ inquietante, ma nonostante queste paure
cerco anche di non farmi prendere come durante la pandemia, dove a vedere il
telegiornale ti spaventavi, per fortuna vivevo in campagna e andavo a farmi una
passeggiata. Non potendo fare niente, non potendo cambiare niente cosa possiamo
fare? Io intanto cerco di tenermi per mano con chi la pensa come me, di
rafforzarmi perché l’unione fa la forza e di creare una bella energia. Cerco
di sensibilizzare chi ha il prosciutto sugli occhi e di non pensare solo “A
chi veste Prada”, perché c’è un diavolo per le strade e per i territori e
ci sono delle guerre e dei bambini che muoiono e umanamente non è un esempio
far finta di niente. Poi io cerco di rimanere salda nel mio, di proteggere la
mia famiglia e la salute dalle bugie che ci propinano in ogni dove.